Il danno da vacanza rovinata

 

In vista delle imminenti e meritate vacanze, eccovi alcune brevi considerazioni (non esaustive) in relazione ad una tematica attuale e purtroppo frequente.

BREVI CENNI GENERALI

Il nostro ordinamento prevede una tutela per il consumatore che non abbia potuto godere della vacanza, a causa di disservizi imputabili all’organizzatore del viaggio (tour operator) o al venditore del pacchetto turistico.

Innanzitutto il contratto di vendita di pacchetti turistici deve essere redatto in forma scritta, in modo chiaro e preciso, a maggior garanzia del consumatore al quale deve essere rilasciata una copia del contratto stipulato, sottoscritto dal tour operator o dall’agenzia di viaggi.

ALCUNI FONDAMENTALI DIRITTI DEL CONSUMATORE

  • Cessione del contratto: se il consumatore si trova, per qualsiasi causa (malattia, impegno improvviso) nell’impossibilità di usufruire del pacchetto turistico già acquistato, può farsi sostituire da un’altra persona che usufruirà del medesimo servizio turistico alle medesime condizioni, purché ne dia comunicazione per iscritto all’organizzatore o al venditore, entro e non oltre 4 giorni antecedenti la data di partenza;
  • Diritto di recesso in caso di revisione del prezzo ovvero di rilevanti modifiche delle condizioni contrattuali apportate dal tour operator o dal venditore;
  • Diritto di recesso per grave inadempimento con contestuale diritto al rimborso dell’intera somma versata, senza ulteriori conseguenze.

IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l’organizzatore ed il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento sia stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da una causa a loro non imputabile (es. forza maggiore).

Il risarcimento del danno comprende sia il danno patrimoniale (rimborso dei costi sostenuti per i servizi non resi), sia il danno non patrimoniale (che ricomprende anche il cosiddetto “danno da vacanza rovinata” per non aver potuto godere della tranquillità che sarebbe stato lecito attendersi da una vacanza).

LE CONTESTAZIONI ED IL RECLAMO

Il consumatore deve provvedere a contestare senza ritardo, direttamente presso il luogo di villeggiatura, ogni mancanza nell’esecuzione del contratto affinché l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore vi pongano tempestivamente rimedio, predisponendo adeguate soluzioni alternative.

Al rientro dalla vacanza, il consumatore potrà in ogni caso presentare formale reclamo all’organizzatore o al venditore e chiedere il rimborso per le spese effettuate e non dovute, per la mancata prestazione di servizi e per i giorni di vacanza non usufruiti.

La contestazione deve essere effettuata entro 10 giorni lavorativi dalla data del rientro e deve essere indirizzata al tour operator o all’agenzia di viaggi, mediante l’invio di una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, alla quale si dovrà allegare tutta la documentazione utile.

In caso di risposta negativa del tour operator, il consumatore potrà ricorrere all’Autorità Giudiziaria competente.

Ad ogni modo, il mancato reclamo nel termine di dieci giorni non preclude al Consumatore la possibilità di rivolgersi al Giudice per ottenere il risarcimento dei danni subiti, entro e non oltre un anno dal rientro – ad eccezione dell’ipotesi in cui il consumatore abbia riportato un danno alla persona per la quale è previsto un termine prescrizionale superiore (3 anni).

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